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L’istruzione secondo i Millennials

Il 2019 è stato l’anno di ingresso nel mondo universitario dei nati del XXI secolo. Come tutti gli anni, giovani diciottenni sono stati chiamati a scegliere a quali facoltà iscriversi. Una scelta non di poco conto visto che hanno dovuto per la prima volta fermarsi a pensare al loro futuro. Anche per loro è arrivato il momento di confrontarsi con i propri sogni e le proprie aspirazioni. È il momento in cui vedere se quello che si desiderava “fare da grandi”, quando si era bambini, può diventare realtà. Si fa sempre in tempo a cambiare idea, questo è vero.

Ma quali sono state le scelte universitarie dei Millennials?

Secondo quanto registrato dal Ministero dell’Istruzione, sembra che la maggior parte delle immatricolazioni siano avvenute per la laurea triennale in economia (circa 46 mila iscritti). 38 mila giovani, invece, hanno scelto ingegneria, in particolare l’indirizzo industriale e quello dell’informazione. Affollate di matricole sono state anche le facoltà scientifiche e quelle di carattere medico e socio-sanitarie.

I dati di oggi testimoniano un’inversione di tendenza rispetto a qualche anno fa. Prima erano facoltà come Giurisprudenza e Architettura a raccogliere un gran successo tra i giovani. Quest’anno, invece, sembra che le iscrizioni alle due facoltà siano calate rispettivamente del 35% e del 50%. Questo cambiamento è sicuramente dovuto alle più floride prospettive di lavoro offerte da corsi di laurea come quelli di economia e di ingegneria rispetto alle facoltà umanistiche. Le ricerche di Almalaurea hanno rilevato che, subito dopo la laurea, gli ingegneri hanno un tasso di occupazione pari al 92%. In media, un neolaureato ingegnere arriva a guadagnare circa 1800 euro al mese. Subito dopo vengono gli economisti con 1580 euro e al terzo posto troviamo i laureati in ambito medico e sanitario con una paga di circa 1500 euro.

Sembra, quindi, che i Millennials prediligano le facoltà che danno lavoro. Questo dato potrebbe descriverli come ragazzi pragmatici e con i piedi per terra. Una rappresentazione che stona con l’immagine un po’ stereotipata che ne abbiamo. Ce li immaginiamo dipendenti dai social, quindi da un mondo virtuale e irreale fatto soprattutto di immagine (quindi di creatività). Invece non è così.

Certo, ingegneria ed economia non sono certo semplici come facoltà ed è quindi naturale che solo le persone veramente motivate riusciranno a completare il percorso universitario. In fin dei conti, scegliere un’università solo per assicurarsi un posto di lavoro può essere una scelta non del tutto felice. Non solo per la romantica idea che bisognerebbe inseguire i propri sogni. Per scegliere cosa studiare, e di conseguenza che lavoro praticare, bisogna essere consapevoli delle proprie attitudini e inclinazioni. Se si va contro di esse, è probabile che non si riuscirà a fare molta strada, almeno non in maniera serena.

Un numero notevole di studenti ha scelto di iscriversi a università telematiche. Solo la UniCusano ha contato circa 1505 neodiplomati tra le nuove leve. Studiare a distanza usufruendo delle piattaforme online su cui vengono caricati video delle lezioni e il materiale da studiare è un ottimo modo per cercare di incastrare studio e lavoro.

Queste sono le tendenze del momento. Chissà come cambieranno nei prossimi anni.

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