
ESTATE 2026, NASCE L’INDICE PNEUCAST DEL VIAGGIO SICURO
Secondo le prime elaborazioni dell’Osservatorio Pneucast l’indice nazionale si attesta a 69 punti su 100: pesano soprattutto pneumatici non conformi, auto sempre più vecchie e controlli rinviati prima delle partenze.
L’Italia si rimette in viaggio, ma non sempre parte in sicurezza. Alla vigilia del grande esodo estivo, l’Osservatorio Pneucast presenta il primo Indice Pneucast del Viaggio Sicuro (IPVS), l’indicatore sintetico che misura il livello di preparazione tecnica delle automobili prima delle partenze di media e lunga percorrenza.
Il primo valore nazionale dell’indice, elaborato nell’ambito dell’Osservatorio Pneucast istituito su iniziativa di CastiglianiGomme.it su dati ACI, ISTAT, Touring Club Italiano, Coldiretti/Ixè, Vacanze Sicure e dati proprietari settoriali sugli pneumatici, assegna all’Italia un IPVS pari a 69 punti su 100.
«Un valore che colloca il Paese nella fascia di “attenzione elevata”: non significa che le auto siano tutte insicure, ma che una quota rilevante del parco circolante presenta elementi di vulnerabilità che possono incidere sulla sicurezza del viaggio» avverte Roberto Castigliani, oggi alla guida dello storico brand Castigliani Gomme (CastiglianiGomme.it) controllato dalla Pneucast Petroli, fondata nel 1967 proprio nella Capitale con il nome «Massimo Carburanti».
Il dato arriva in un’estate in cui l’automobile torna protagonista. Secondo le rilevazioni più recenti, 36 milioni di italiani si concederanno almeno un giorno di vacanza e l’auto resta il mezzo principale per una quota molto significativa delle partenze estive. È proprio in questo contesto che l’Osservatorio Pneucast ha deciso di istituire un indice stabile, aggiornabile ogni anno, dedicato al costo e alla sicurezza della mobilità automobilistica.
«Gli italiani programmano alberghi, carburante, pedaggi e itinerari, ma spesso trascurano la cosa più importante: partire con un’auto realmente pronta» osserva Roberto Castigliani. «Gli pneumatici—prosegue— sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e la strada: se sono usurati, danneggiati o gonfiati male, tutta la sicurezza del viaggio cambia».
Secondo la prima elaborazione dell’IPVS, il principale fattore di rischio resta proprio lo stato degli pneumatici. Le campagne di controllo più recenti hanno evidenziato una quota significativa di veicoli con pneumatici non conformi, lisci, danneggiati o non omogenei. A questo si aggiunge l’invecchiamento del parco auto italiano: 41,3 milioni di autovetture, con un’età mediana pari a 13 anni e quasi un’auto su quattro appartenente alle classi Euro 0-3.
«Il parco auto italiano è sempre più vecchio e questo rende ancora più importante la manutenzione preventiva» sottolinea Castigliani. «Un’auto di tredici anni —puntualizza il gommista più esperto d’Italia— può essere perfettamente sicura se viene controllata con regolarità, ma può diventare vulnerabile se si rimandano interventi essenziali su pneumatici, freni, sospensioni, liquidi e impianto di illuminazione».
La classifica dei fattori che incidono sull’IPVS 2026 vede al primo posto la combinazione tra pneumatici non conformi e controlli insufficienti, seguita dall’età del parco circolante, dalla manutenzione ordinaria rinviata, dalle dotazioni di sicurezza non verificate e dal maggiore stress del veicolo durante le partenze estive, quando caldo, carichi elevati, traffico e lunghe percorrenze aumentano il rischio di guasti.
IPVS 2026: la classifica dei fattori di rischio
- Pneumatici non conformi, usurati o danneggiati
È il fattore con il peso maggiore nell’indice. Incide su frenata, stabilità, aderenza e comportamento del veicolo in caso di pioggia improvvisa, alte temperature o fondo stradale dissestato. - Parco auto sempre più anziano
L’età mediana delle auto italiane ha raggiunto i 13 anni. Un veicolo più vecchio richiede controlli più frequenti e una manutenzione più rigorosa prima dei viaggi lunghi. - Manutenzione ordinaria rinviata
Tagliando, freni, batteria, liquidi, ammortizzatori e impianto di raffreddamento sono spesso verificati solo dopo la comparsa di un problema, non prima della partenza. - Dotazioni di sicurezza non controllate
Ruota di scorta o kit di riparazione, triangolo, giubbotto riflettente e attrezzature minime vengono frequentemente dimenticati o verificati all’ultimo momento. - Stress estivo del veicolo
Alte temperature, auto cariche, lunghi tragitti autostradali, code e asfalto rovente aumentano il carico su pneumatici, freni e impianto di raffreddamento.
L’Osservatorio Pneucast ha costruito l’IPVS su una scala da 0 a 100, dove valori bassi indicano una maggiore preparazione alla partenza e valori elevati segnalano una crescente esposizione al rischio. Il valore 69/100 attribuito all’Italia rappresenta dunque un segnale di attenzione: non un allarme generalizzato, ma una fotografia del rischio preventivo legato alla manutenzione prima delle vacanze.
Come si legge l’Indice Pneucast del Viaggio Sicuro
- 0–20 punti: veicolo pronto alla partenza;
- 21–40 punti: buone condizioni generali;
- 41–60 punti: manutenzione consigliata;
- 61–80 punti: attenzione elevata;
- 81–100 punti: partenza sconsigliata senza interventi.
Secondo l’Osservatorio Pneucast, la preparazione dell’auto prima delle vacanze dovrebbe comprendere almeno sei verifiche: stato degli pneumatici, pressione di gonfiaggio, profondità del battistrada, freni, livelli dei liquidi, impianto di illuminazione e dotazioni obbligatorie.
Il dato va letto anche alla luce del miglioramento complessivo della sicurezza stradale: i dati ISTAT indicano una diminuzione degli incidenti con lesioni, dei feriti e soprattutto delle vittime. Ma proprio il miglioramento dei dati generali rende ancora più evidente il ruolo della prevenzione.
«La sicurezza stradale sta migliorando, ma il viaggio sicuro comincia prima di partire» conclude Roberto Castigliani. «Un controllo preventivo può costare poco o nulla —prosegue il titolare di CastiglianiGomme.it— mentre un guasto in autostrada, uno pneumatico danneggiato o un problema ai freni possono trasformare l’inizio delle vacanze in una spesa molto più pesante. L’IPVS nasce per ricordare agli automobilisti che la manutenzione non è un costo: è una forma di protezione».